Seconda tappa: Pechino

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Continua il racconto del mio viaggio in Cina. Tianjin è stata la città dove abbiamo vissuto e studiato. Nei fine settimana però io e Valentina abbiamo cercato di visitare almeno le città principali della Cina, e tra queste non poteva mancare la capitale, Pechino.

Beijing 北京 non ha bisogno di presentazioni. I luoghi sono tanti, troppi per un solo weekend di permanenza. Noi abbiamo fatto il possibile e, grazie ad un tour guidato organizzato dal piccolo e accogliente albergo dove alloggiavamo, abbiamo avuto modo di visitare la vastissima piazza Tiananmen con la Città Proibita e la sua spettacolare rampa del drago, oltre a fare una faticosa ma memorabile scarpinata sulla muraglia cinese, e a recarci alla fabbrica della seta e al museo della giada.

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Pechino è una città particolare. Tradizionale e moderno sono mescolati in un modo che può essere solo amato o odiato. Ci sono spazi enormi e vicoli di dimensioni esageratamente piccole. Beijing è famosa per i suoi Hutong, strettissimi vicoli labirintici dove è possibile passare solo a piedi o in bicicletta. Il nostro albergo era proprio collocato in uno di questi Hutong, e vi assicuro che è stata un’impresa trovarlo! Poi però, non appena si sbuca di nuovo sulle strade principali, ci si ritrova immediatamente immersi nelle vie affollate dello shopping.

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Se vi avevo detto che l’Hot Pot a Tianjin è stato la mia salvezza, a Pechino ho mangiato il piatto che l’ha superato al punto che siamo tornate due volte di seguito nello stesso ristorante: l’anatra alla Pechinese. Mi è capitato di mangiarla anche in altri ristoranti cinesi in Italia e in un ristorante di Shanghai, ma l’anatra che preparano a Pechino, perlomeno in quel ristorante, la ricorderò per tutta la vita. Tenera da sciogliersi in bocca, servita con il suo brodo e delle verdure tagliate sottili, si mangia arrotolata in delle piccole crespelle e una salsa di cui mi sono innamorata ma purtroppo non vi so dire come era fatta.

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Pechino, però, è nota anche per un luogo particolare. Wangfujin, il viale dello shopping completamente pedonale, dove i cinesi si divertono a contrattare i prezzi, è la via dove si possono trovare i cibi più strani e per certi versi disgustosi che potete immaginare. Il primo chiosco che abbiamo incontrato è stato quello degli scorpioni, infilzati ma ancora vivi, pronti per essere cotti al momento. Mi spiace, ma non ho avuto assolutamente il coraggio di mangiarli! Per fortuna facevano anche altri spiedini poco più avanti… di frutta caramellata!

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Sono stati due giorni intensi, il tempo a disposizione era poco, ma non potevamo tornare in Italia senza essere passate prima per Pechino. Ancor di più meritava visitare Shanghai… ma ve ne parlerò la prossima volta. 🙂

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