Cinque fregature a tavola

top 5

Prosegue la rubrica Top 5, basata sulle pubblicazioni che mi hanno più colpito dello scrittore Ferruccio Gianola. Dopo aver parlato dei miei particolari legami con il cibo, che mi hanno permesso di fare un tuffo fra piacevoli ricordi, oggi restiamo sempre nell’ambito degli eventi del passato, ma purtroppo tutt’altro che piacevoli: la Top 5 delle fregature a tavola!

Per “fregature” intendo tutte quelle situazioni in cui sono andata al ristorante ma sfortunatamente ne sono rimasta delusa, o per ragioni economiche, o per ragioni legate al gusto dei piatti. Chiaramente non mi metterò a fare pubblicità negativa ai ristoranti che ho frequentato, ma vi racconterò gli aneddoti specifici relativi alla situazione che ho vissuto. Gianola nel suo articolo racconta le fregature in cui è incappato nelle diverse città visitate. Nel mio caso le cosiddette sòle le ho prese tutte a Roma e dintorni, tranne una, in vacanza a Vieste.

 

1- Hamburger e patatine per i frettolosi
Questa fregatura ha segnato veramente un cambiamento nella mia alimentazione: mai più hamburger e patatine al ristorante, a meno che non si tratti di un posto gourmet! Ero al cinema con Alfredo, il mio fidanzato,  in attesa che iniziasse il film. Poiché era un orario che su sovrapponeva proprio alla cena, abbiamo deciso di prendere un hamburger in un ristorante di fronte al cinema. Entrati nella sala, abbiamo specificato di avere fretta perché sarebbe iniziato il film, così il titolare ci ha condotto in una saletta diversa, di quelle all’aperto un po’ stile “sala fumatori”, come se fosse il luogo adibito ai frettolosi. Qui abbiamo ordinato i nostri hamburger con le patatine, che effettivamente sono arrivati piuttosto in fretta, peccato che le patatine avessero il sapore della carta e l’hamburger (di non so quale animale) non sto nemmeno a descrivervelo. Vogliamo parlare poi dell’acqua con tracce scure non identificate attaccate alla bottiglia? Inutile dire che siamo andati al cinema comunque di corsa e ancora affamati. Anzi, con lo stomaco chiuso.

 

2- Trionfo (di delusione) di pesce crudo
Spendere tanto per un piatto che vale, non mi dispiace. Spendere tanto per un piatto deludente, mi fa arrabbiare. Questo ovviamente è il secondo caso! Su Tripadvisor questo ristorante era descritto come uno dei migliori di quell’area poco distante da Roma: mai più fidarsi ciecamente di Tripadvisor! Il posto in sé per sé non era pessimo, anche se voleva apparire come ristorante di lusso e poi aveva le tovaglie bucate. Detto questo, eravamo in vena di festeggiamenti non ricordo per quale occasione, quindi abbiamo ordinato un antipasto descritto come “trionfo di crudo”, che però si è rivelato essere un trionfo di delusione. Era uno dei più costosi sul menù e purtroppo è stato un enorme spreco di soldi. Presentato su un vassoio a più piani stile “alzatina per cupcakes”, il pesce aveva tutto lo stesso sapore, nonostante dovessero essere varietà differenti. Pepe rosa in grani ovunque, marinatura fatta pochi istanti prima di servire. Se non altro la vista su lago era mozzafiato.

 

3- Un risotto da camionista
Mi piace mangiare, ma se sono a cena fuori desidero assaggiare più pietanze, anche per dare un giudizio complessivo sul ristorante in cui mi sono recata. Se mi porti a tavola un piatto che, senza alcuna offesa, io chiamo “da camionista” per la quantità di cibo che contiene, allora stai pur certo che non solo non lo finirò, ma non sarò più in grado di assaggiare nient’altro! In questo locale eravamo stati più volte a mangiare la pizza e una sera (ma perché??) abbiamo provato ad ordinare un primo piatto. Eccola: la classica porzione da camionista. Una quantità tale di riso l’avrei cotta per tre persone, ma io me la sono trovata tutta nel piatto. Meglio continuare a buttarci sulla pizza!

 

4- Giapponese che non è giapponese
Io e Alfredo (sì, sempre lui) siamo stati in questo ristorante giapponese che offre il tipico servizio a menù fisso due volte. La prima non sembrava particolarmente male, forse perché aveva appena inaugurato. La seconda volta ci siamo resi conto che qualcosa era cambiato, infatti è stata decisamente deludente, tanto che abbiamo deciso che quelle poche volte che andremo al ristorante giapponese per toglierci lo sfizio, preferiamo spendere un po’ di più, ma almeno siamo sicuri che sia veramente giapponese. Qui purtroppo sui rulli continuavano a girare sempre le stesse tre o quattro pietanze. Se volevi provare qualche cosa di diverso dovevi alzarti e andare al buffet, dove però c’erano pollo e patatine: non proprio ciò che ti aspetti di mangiare al ristorante giapponese.

 

5- Una comanda mai arrivata in cucina
Vacanze estive. Il cibo per me è una componente fondamentale della vacanza. In questo ristorante non posso dire di aver mangiato male, né di aver pagato troppo. Questa volta il problema è diverso: il servizio. E’ un aspetto a cui a volte si pensa poco, ma il servizio può compromettere una cena tanto quanto la qualità del cibo. Qui noi, dopo aver mangiato un misero antipasto, abbiamo dovuto attendere circa un’ora e mezza prima di poter passare al primo, quando ormai la fame era praticamente passata. Abbiamo sollecitato più volte il cameriere già dopo i primi 40 minuti di attesa, ma lui ha continuato a ribadire che il cibo era preparato al momento, quindi serviva tempo. Ok il cibo preparato al momento, ma quanto ti ci vuole a fare un piatto di pasta? A un’ora abbondante di attesa, dopo il terzo o quarto sollecito da parte nostra, il cameriere ha ammesso il disguido: la nostra comanda non era mai arrivata in cucina. E noi lì ad aspettare.

 

Dai, non ditemi che sono l’unica ad aver preso queste fregature incredibili! A voi che cosa è capitato?

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