Gli ingredienti del mese: Marzo

MARZO

Marzo rappresenta una fase di passaggio perché i prodotti invernali sono quasi terminati e non sono al meglio delle loro potenzialità, mentre quelli primaverili si fanno attendere o sono costosissimi, senza contare le differenti “ruote delle stagioni” che caratterizzano il Nord, il Centro e il Sud del Paese e che dunque portano ad avere differenti prodotti disponibili sui banchi dei mercati. Cercando di barcamenarsi in questa situazione, è possibile sicuramente approfittare di buoni pesci e di uova fresche, oltre che godere delle erbe spontanee che iniziano a spuntare nei prati e nei pascoli. Per l’appunto, questo mese parleremo di ravanelli, carciofi primaverili, ortiche e poi, visto l’avvicinarsi della Pasqua, di uova.

 

  • Ravanelli

I ravanelli, chiamati anche rafanelli o rapanelli, sono uno dei primi segnali dell’arrivo della primavera e resteranno sui banchi dei mercati fino all’autunno. Il loro costo è bassissimo, si vendono a mazzetti e andrebbero raccolti ancora non del tutto maturi affinché conservino la loro caratteristica croccantezza. Dal gusto lievemente piccante, i ravanelli sono comunemente mangiati nelle insalate o nei pinzimoni, ma possono essere utilizzati anche nella preparazione di zuppe.

  • Carciofi primaverili

Abbiamo già parlato di carciofi, ma con l’arrivo della primavera iniziano a vedersi i primi carciofi senza spine, detti “inermi”. Il più popolare è il carciofo romanesco, cucinato nelle ben note preparazioni dei carciofi alla giudia e dei carciofi alla romana, infatti essi sono coltivati soprattutto nel Lazio, nelle provincie di Roma, Viterbo e Latina.

  • Ortiche

Le erbe spontanee possono essere raccolte da ognuno di noi nei campi e nei boschi. Approfittando di una piacevole scampagnata, abbiamo la possibilità di tornare a casa con un ottimo prodotto pronto per essere cucinato. Un esempio su tutti sono le ortiche, che hanno proprietà disintossicanti e depurative. Le piante giovani quasi non pungono ma chiaramente devono essere lavate accuratamente, facendo più passate. Dopodiché possono essere lessate o cotte al vapore come gli spinaci, unite all’impasto per gli gnocchi o al ripieno dei ravioli, oppure possono essere utilizzate per la preparazione di minestre e risotti.

  • Uova

Non si tratta né di frutta, né di verdura, ma visto che la Pasqua è vicina può essere interessante dire qualcosa anche sulle uova. Le uova spesso sono acquistate distrattamente, perché considerata una merce quasi scontata e il prezzo basso lascia intendere che non ci sia differenza di qualità tra di esse. In realtà proprio perché poco costose sarebbe opportuno spendere di più per un prodotto più buono, oltretutto remunerando chi si impegna in una produzione migliore: l’80% delle uova italiane infatti proviene da allevamenti intensivi con galline in gabbia. Per riconoscere il tipo di allevamento (e quindi le uova di qualità) è sufficiente leggere la sigla stampata sul guscio dell’uovo. La prima cifra indica proprio il tipo di allevamento: 0 per le uova da agricoltura biologica, 1 per l’allevamento all’aperto, 2 per quello a terra nei capannoni, 3 per quello in gabbia. Segue il codice di provenienza, IT per l’Italia. Detto questo, le uova sono molto utili nella preparazione di svariati impasti ma ottime anche mangiate da sole al tegamino, sode, sotto forma di frittata… e il nome del mio blog non nasconde quanto io adori le uova!

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